Saluto di Benvenuto al Nuovo Ambasciatore d’Italia in Canada S.E. Andrea Ferrari

Saluto di Benvenuto della Presidente del Comites di Toronto, Michela Di Marco, al Nuovo Ambasciatore d’Italia in Canada S.E. Andrea Ferrari

 

Buonasera a voi a tutti, gentili convenuti.

Vorrei per prima cosa ringraziare il nostro Console Generale Eugenio Sgrò e ‘The National Congress of Italian-Canadians, Toronto District’, per aver organizzato questa importante serata che apre e rinnova la collaborazione fra le istituzioni italiane di Ottawa, la nostra ambasciata, e quelle della città di Toronto e della circoscrizione di cui Toronto è il centro. Io sono Michela Di Marco presidente del Comites della circoscrizione di Toronto. A nome mio, del Comites e di tutti i cittadini italiani e oriundi italiani, porgo il piu’ caloroso benvenuto al nuovo Ambasciatore d’Italia in Canada, S.E. Andrea Ferrari e alla sua consorte, Ambasciatrice Maria Grazia Mattarella.

Farle un panorama della nostra bellissima città e area è impresa non da poco. La densità e complessità storica della nostra comunità (sia come si è consolida nella sua condizione attuale sia in retrospettiva diacronica), delle sue stratificazioni sociali, geografiche o anche semplicemente parlare di numeri statistici non è cosa che può essere essere resa in poche parole di benvenuto. Un biglietto da visita così stringato non darebbe al territorio e ai suoi cittadini l’onore e la gloria che spetta e merita. La comunità italiana di Toronto, che io ho l’onore e l’onere di rappresentare, è la più grande di tutto il Canada e una delle più grandi e affermate del mondo, racchiudendo in sé un’infinità di anime e volti diversissimi, di professionalità e competenze fra le più svariate.

I più importanti e che vorrei citare per primi però sono i nostri lavoratori, i nostri operai, e contadini, e manovali che hanno di fatto costruito il volto delle città e delle campagne del nostro territorio. C’è la mano di almeno un italiano in ogni mattone, edificio, fabbrica, palazzo costruito nelle città e in ogni solco d’aratro, giardino, campo coltivato in campagna. C’è l’ingegno di tanti italiani, in tantissime delle attività imprenditoriali e culturali di questa terra. Fra i nostri immigrati si continuano a sentire le storie dure e rudi di emigrazione – i viaggi, il dolore il sangue – le speranze e i successi, in tutte le lingue, cadenze, dialetti, espressioni, di ogni parte della bella penisola, dell’Italia, nessuna esclusa. Di storie di migliaia e migliaia di italiani che hanno contribuito, con il loro sacrificio e lavoro, nel costruire questo paese e la sua identità multiculturale. La presenza degli italiani in queste zone ha contribuito nel corso degli anni a migliorare la condizione non solo dei nostri stessi emigrati ma anche della comunità tutta. Gli italiani già dagli anni sessanta ad esempio hanno vinto gloriose battaglie sindacali per la difesa dei diritti dei lavoratori, per l’avanzamento di diritti di cui hanno poi beneficiato tutti indistintamente. È tradizione da ricordare, celebrare e rafforzare.

Ma gli italiani sono riusciti ad andare oltre. Fra i nostri concittadini italiani o italo discendenti vantiamo e abbiamo vantato numerosissimi ministri e membri del parlamento provinciale e federale, tantissimi coinvolti nel mondo della scuola, dell’università, dell’arte, del cinema, del teatro, dello spettacolo, e della cultura in generale, che hanno dato lustro con inziative di ritorno anche alla stessa Italia, ma che hanno costituito alcune delle istituzioni più vibranti e vivaci del panorama cittadino e provinciale locale. Non ne elencherò nessuno per non far ombra ad altri, ma so che queste riusciranno a stupirla, mano a mano che lei, Ambasciatore, verrà a farne conoscenza diretta magari, guidati da noi e dalle nostre istituzioni locali. Non posso esimermi dal citarle tuttavia almeno due esempi: Toronto vanta il più grande festival del cinema italiano al di fuori dell’Italia e ha uno dei più ampi contingenti di studenti di lingua e cultura italiana, nel mondo, soprattutto fra i bambini di scuola elementare e media. È un patrimonio di cui andare fieri e da difendere e supportare anche con iniziative innovative e creative. I risultati storici ottenuti e la vitalità di Toronto hanno reso la nostra città una calamita irresistibile anche per l’immigrazione più recente. Quelle conquiste hanno aperto la strada alle nuove generazioni di immigrati italiani del XXI secolo, quelli che sono venuti dopo, come me. Gli italiani di più antica immigrazione hanno saputo integrarsi e diventare canadesi pur mantenendo i loro tratti distintivi, una profonda italianità e orgoglio di esserlo italiani, e di poter contribuire a distanza al benessere dell’Italia stessa. La sfida ora è proprio quella di costruire comunità in cui la linfa dei nuovi arrivati possa facilmente integrarsi con la tradizione italiana del passato. La sfida è di far sì che comunità e istituzioni riescano a diventare luogo di amalgama e di vitalità unendo e armonizzando ognuna di queste componenti, e soprattutto coinvolgendo le nuove generazioni sia degli italo discendenti sia dei giovani arrivati e in arrivo, perché possano continuare a sentirsi anche italiani. Come le dicevo, la storia della nostra collettività è densa e complessa e non è riducibile in poche parole. Vedere per credere!

It is the duty of the institutions to work together and in synergy to represent and serve the community at large. We are confident that the Sistema Italia of which, you, Ambassador, are one the central component, can continue e strengthen the achievement reached so far.

Vive l’Italie, Vive le Canada et bonne chance monsieur l’Ambassadeur a votre nouveau poste.

Michela Di Marco
Presidente del Com.It.Es. di Toronto

Foto: S.E. Andrea Ferrari, Ambasciatore d’Italia in Canada, Michela Di Marco, Presidente del Comites di Toronto, Dottor Eugenio Sgró, Console Generale d’Italia in Toronto

  • Media Links:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *